Ekadashi: digiuno e silenzio




LA PRATICA DEL DIGIUNO E DEL SILENZIO
Un giorno di digiuno ogni 2 settimane

Secondo l'Astrologia Vedica, Ekadashi è l'undicesimo giorno del mese lunare. In base a questa antica tradizione, Ekadashi è un giorno propizio per alcune pratiche come il digiuno e il silenzio. 

Il numero undici rappresenta la somma dei cinque sensi, dei cinque organi di azione (mani, piedi, bocca, organi della riproduzione e organi di escrezione), più la mente.
Poiché la mente controlla i sensi e gli organi di azione, essa è di fondamentale importanza per gli esercizi intrapresi nel giorno di Ekadashi. 


Quando Ekadashi cade nella fase di luna crescente la mente si trova in Ajna Chakra (il terzo occhio), e durante la fase calante in Anahata Chakra (cuore)

Poiché questi Chakra sono la dimora naturale della mente, la mente ha più facilità a concentrarsi e raccogliersi in sé stessa perché si sente a casa propria. Si può trarre vantaggio da questi giorni praticando il digiuno e altri esercizi come silenzio, pranayama, meditazione, recitazione di preghiere e lettura di testi sacri. 



Il giorno di Ekadashi è consigliato il digiuno liquido a base di succhi di frutta e di verdura, tisane, acqua calda, ecc.

Se si fa un digiuno a base di succhi di frutta, è importante ricordare che, in base alla costituzione individuale (Prakriti) stabilita dall'Ayurveda, il succo d'uva è benefico per la costituzione Vata (aria), il succo di melograno per la costituzione Pitta (fuoco), il succo di mela per la costituzione Kapha (acqua). Per ogni giorno di digiuno bere circa uno o due litri di succo che può essere allungato con acqua. Alla sera fare una cena leggera e dal giorno dopo riprendere la dieta normale. 



Durante il digiuno l'apparato digerente riposa e nello stesso tempo viene stimolato Agni, il fuoco della digestione. Poiché non c'è nessun cibo da digerire, Agni brucia lentamente le tossine accumulate negli intestini. Digiunare nel giorno di Ekadashi è un esercizio che purifica lo spirito, la mente e il corpo. Se non si ha a disposizione un calendario lunare, si può individuare Ekadashi con buona approssimazione contando l'undicesimo giorno a partire dalla luna nuova e dalla luna piena.

per approfondire: [Da: Paramahansa Yogananda - L'eterna Ricerca Dell'uomo - Astrolabio]

Digiuno e Salute

Il digiuno consiste nell’astensione totale dal cibo per un periodo di tempo definito (dai cinque ai quaranta giorni circa). Ci si limita a bere acqua pura. Naturalmente non si fuma, né si assumono farmaci di alcun genere. 


Il digiuno è un momento di riposo durante il quale le attività di riparazione dell’organismo si intensificano. Digiuno nell’era dell’abbondanza e del boom dell’industria farmacologica…


Benché la tavola ne abbia uccisi più della spada, si preferisce mangiare piuttosto che digiunare; l’astinenza anche se terapeutica è poco popolare nell’era dei consumi. La sovrabbondanza è all’origine dei nostri mali peggiori e comporta costi esorbitanti. 


Questi mali delle società ricche vengono elegantemente definiti “le malattie della civiltà”. Abbiamo acquisito tanta familiarità con le malattie che le crediamo inevitabili e “normali”, la malattie è divenuta un’istituzione redditizia! Malgrado i progressi della tecnologia stiamo ancora usando droghe per curare, ovvero lenire, le sofferenze delle persone malate. 


La persona che digiuna sta facendo un esercizio straordinario: si cura e allo stesso tempo prende in mano la propria salute, anziché compatirsi e rassegnarsi alla bassa qualità di vita che è la norma per le persone colpite dalle “malattie della civiltà” (o da pancia piena). Chi digiuna sceglie di non considerare il corpo come una macchina che il meccanico deve riparare, ma fa affidamento al potere di autoguarigione di cui l’organismo è dotato; quindi digiunando, non ci si aspetta più che gli altri ci guariscano, ma ci si guarisce da soli!!


A digiuno ci si riposa sempre e dunque la vita interiore si amplifica: ciò è affascinante, ma talvolta fastidioso. Si tratta di un approccio globale della persona perché cura allo stesso tempo il corpo e lo “spirito”, valorizzando l’essere umano nel suo insieme, concependolo come un tutto indissolubile. Il digiuno è una “soluzione terapeutica” (adatta a qualsiasi fascia di età) che permette di risolvere il problema alla radice invece di cercare di sopprimere i sintomi come succede facendo ricorso alla medicina allopatica, alle piante medicinali o ad altri tipi di medicine cosiddette dolci.

Quando queste “bloccano” la tosse, bloccano anche i processi difensivi del corpo, i processi di eliminazione; quando sopprimono la diarrea, impediscono anche l’espulsione di materie indesiderate dall’apparato digestivo. Quando abbassano la febbre, interrompono il processo curativo attuato da questa febbre. In effetti la febbre è un mezzo d’eliminazione naturale per bruciare gli scarti. 


I sintomi spariscono definitivamente se si sopprimono le cause, e provvisoriamente se si utilizzano dei rimedi come deviazione delle forze vitali d’eliminazione.


Se lo stile di vita non migliora, il livello di tossiemia si accresce di anno in anno. A quel punto la tossiemia si generalizza, raggiungendo progressivamente tutti gli organi del corpo. Il lavoro degli organi è interdipendente. Se un organo diventa tossiemico, svolge le sue funzioni con difficoltà e tutto il resto dell’organismo ne risente.

Il nostro corpo ci invia dei segnali: questi vanno ascoltati per eliminarne le cause e tenere sotto controllo la nostra salute.


Cosa accade durante il digiuno…


Digiunando, si cessa di apportare alimenti al corpo; quest’ultimo deve dunque sviluppare una nuova strategia per ottenere energia. La sua strategia è rivolgersi alle riserve: ispeziona tutti i tessuti per inventariare i grassi, le proteine, le vitamine e i minerali di riserva che può usare senza farsi male. 


Elenca e distrugge (grazie al processo di autolisi) i tessuti usurati, danneggiati o in eccesso, riciclando le parti riutilizzabili ed eliminando le scorie nocive. Oltre alla stimolazione dell’autolisi dei tessuti, il digiuno accelera la pulizia dei vasi sanguigni, delle cellule e dell’ambiente nel quale queste ultime nuotano (l’ambiente interstiziale). Il grasso nocivo, gli scarti chimici, i cristalli di acido urico e i residui del lavoro cellulare che provocano il sovraffaticamento sono digeriti dalle cellule alla ricerca di nutrimento e riciclati. 


Le tossine non riciclabili sono semplicemente neutralizzate e successivamente eliminate.


Quindi durante il digiuno ogni cellula si auto-ripara. Dopo aver disfatto le proprie strutture pericolanti, esse si ricostruiscono con materiali nuovi e sani ad un ritmo molto veloce. Se una cellula è troppo danneggiata o usurata per sopravvivere, secerne nel suo spazio interno degli enzimi distruttori, dandosi l’eutanasia. I suoi residui sono raccolti da cellule itineranti chiamate macrofagi. 


La cellula scomparsa è sostituita da una cellula figlia, prodotta da altre cellule del tessuto, nel caso dei tessuti le cui cellule non si riproducono (esempio nel sistema nervoso) spetta alle cellule limitrofe effettuare il loro lavoro.


Il nostro organismo si riequilibra grazie alla sua capacità di adattamento al cambiamento (omeostasi), per cui i parametri biologici si mantengono a livelli costanti. Nonostante i cambiamenti nell’alimentazione il nostro ambiente interno si mantiene sempre uguale e favorevole alla sopravvivenza delle cellule. 


Questo equilibrio si mantiene evidentemente durante il digiuno.

Un esercito di cellule difende il nostro corpo contro i virus, le polveri, i prodotti chimici o i batteri. Queste cellule specializzate viaggiano attraverso il sangue ed eliminano gli agenti patogeni in tutti i tessuti dell’organismo. Il nostro corpo possiede i mezzi per guarirsi e difendersi. Si tratta di metterli a profitto digiunando in un clima di riposo e serenità, concedendosi del tempo per allontanarsi dalle preoccupazioni quotidiane e lasciare che il riposo incrementi le attività di riparazione. Più si sta a riposo e si dorme, più rapidi saranno i suoi effetti. 


Un organo in autolisi ha bisogno di un grande apporto di energia e la circolazione sanguigna vi aumenta; se si decidere di correre, ad esempio, la circolazione sanguigna sarà immediatamente canalizzata verso i muscoli delle gambe facendo cessare l’autolisi nell’organo in cui si stava svolgendo. Poiché l’organismo risparmia energie, la libido diminuisce e dunque le attività sessuali sono piuttosto rare durante il digiuno.

Quando digiunare…


Il digiuno può essere intrapreso in ogni momento dell’anno secondo le necessità. Se si avvertono dei disturbi è sempre meglio smettere di mangiare fino a che non ci si ristabilisce. Preoccuparsi delle malattie lievi al momento giusto evita che queste si trasformino in malattie più gravi.


Nelle malattie acute il sistema digestivo è inadatto a digerire cibo. La perdita di desiderio di cibo è uno dei primi sintomi di malattia acuta, la natura elimina il desiderio per il cibo quando questo non può essere utilizzato. Anche i bambini quando non si sentono bene rifiutano d’istinto il cibo. 

L’abitudine di far ingozzare le persone ammalate (bambini compresi) per paura che la mancanza di cibo non fornisca le energie necessarie al corpo per debellare la malattia è causa di tante sofferenze inutili e di decessi che si potrebbero evitare. Anche nei casi di malattia cronica un digiuno condotto accuratamente permetterà all’organismo malato di espellere gli accumuli tossici che sono alla base del disturbo; un modo di vivere corretto permetterà successivamente all’individuo di costruirsi una salute eccellente.


Il digiuno può essere anche considerato come un esercizio di disintossicazione generale da praticare quando se ne ha voglia e tempo, anche in assenza di disturbi specifici.


Il digiuno preventivo ci permette di migliorare la qualità della vita e di prevenire la malattia o la degenerazione. Esso può durare alcuni giorni o qualche settimana, secondo il grado di tossiemia dell’organismo e lo scopo da raggiungere.


Il digiuno terapeutico, invece, serve a guarire l’organismo da una malattia già individuata; la maggior parte dei problemi di salute, affrontati prima che diventino irreversibili, possono essere risolti. Non dimentichiamo che la capacità di rigenerazione dell’organismo è straordinaria, e che alcune persone che si ritenevano malate incurabili hanno recuperato la piena salute digiunando. Anche in questo caso la durata varia a seconda dei casi e dura fino alla scomparsa dei sintomi. A volte è preferibile effettuare vari digiuni brevi piuttosto che uno lungo, sarà l’esperto a consigliare il miglior modo di proseguire la disintossicazione.


Senza pretendere di essere esaustivi, ecco una lista dei principali squilibri che il digiuno migliora:

• L’obesità e problemi associati: tasso elevato di colesterolo o di trigliceridi, diabete precoce, fegato grasso.

• I problemi ghiandolari: ipotiroidismo, problemi legati al sistema riproduttivo (mestruazioni dolorose, irregolari), al fegato (che è una ghiandola), ai surrreni, alle paratiroidi e al pancreas.

• I problemi digestivi: costipazione, diverticoli, ulcere varie, cristallizzazioni.

• I problemi circolatori: arteriosclerosi, ipertensione, prevenzione dei coaguli, varici, problemi legati alla circolazione venosa, emicranie, sensazioni di freddo.

• I problemi del sangue: anemia, poliglobulia (eccesso di globuli rossi), squilibri vari nella composizione del sangue.

• La degenerazione dell’apparato locomotorio: artrite, reumatismi, miosite, artrosi, osteoporosi…

• I problemi legati al sistema difensivo: debolezza immunitaria, allergie, malattie dei gangli, artrite reumatoide, infezioni batteriche ricorrenti…

• Le malattie virali: mononucleosi, influenze, bronchiti, laringiti, vaginiti…

• Le malattie della pelle: acne, eczema, seborrea, iperacidità.

• Le malattie del sistema nervoso: insonnia, irritabilità, malattie degenerative allo stato precoce (sclerosi a placche), esaurimento.

• I problemi del metabolismo dei tessuti:cisti, tumori benigni, fibromi, infiammazioni, cancri precoci.
Se si tratta di malattie genetiche trasmesse per eredità il digiuno non può curare totalmente la malattia, ma può prevenire uno stato di debolezza ereditaria che non è inevitabile; si manifesta in un organo o un tessuto meno resistente, che è il primo a deteriorarsi quando l’organismo raggiunge un certo grado di tossiemia. Evitando questa soglia di tossiemia patogena, si evita la manifestazione della debolezza ereditaria.


Reazioni durante il digiuno…


Quando si inizia un digiuno quasi inevitabilmente si presentano degli sviluppi fisici ( le cosiddette crisi di disintossicazione) che non devono allarmare come ad esempio la lingua che diventa bianca, il sapore cattivo che assume la bocca, catarro, febbre, gli odori corporali che si fanno più forti, ecc… 


Nonostante tali condizioni possono essere spiacevoli, esse rappresentano un processo purificatore così come lo è la perdita di peso. Naturalmente si manifesta il disturbo già noto, ossia quello per cui si decide di digiunare (nel caso del digiuno terapeutico); poi vengono i disturbi legati a problemi di salute del passato. Tutti conserviamo nei tessuti debolezze, postumi di traumi o di malattie passate. 

Digiunando, questi tessuti danneggiati si riparano; quando il danno è reversibile, la sua antichità non limita le nostre capacità di porvi rimedio. Il terzo disturbo che si potrebbe sperimentare è quello latente, ossia si potrebbe rivelare la presenza di un focolaio di infezione ancora sconosciuto che denota un disordine fisiologico che prima o poi si sarebbe comunque manifestato. Il disturbo segnala l’attività di autolisi.


Se un disturbo diventa intollerabile, si frena l’autolisi con succhi di frutta fresca o l’applicazione di calore, senza fare ricorso ad analgesici e calmanti, sempre raccomandando il riposo completo.


Dove digiunare…


Il primo digiuno deve essere fatto sotto controllo professionale, affinché il partecipante comprenda le reazioni provocate dal digiuno, evitando allo stesso tempo di commettere errori. Si digiuna in un clima di riposo lontani dalle preoccupazioni quotidiane, dallo smog e dal caos cittadino.


È preferibile che il luogo non sia troppo freddo visto che il digiuno diminuisce la resistenza al freddo. Esistono oggi case di riposo igieniste a cui ci si può rivolgere per ricevere un’assistenza adeguata.


Controindicazioni…


I casi in cui il digiuno è da escludere tassativamente sono pochi. Il primo è la carenza nutritiva reale, anche se assai nella nostra società; la “ paura ossessiva” è controindicazione assoluta; la gravidanza è controindicazione relativa, al massimo si possono praticare digiuni brevi. Ogni dipendenza farmaceutica profonda deve essere attentamente valutata; per digiunare, l’organismo deve essere autonomo, ovvero deve saper compiere da solo le funzioni essenziali alla sopravvivenza, senza medicine. 


Cancro generalizzato, tossicodipendenza, fasi avanzate del morbo di Alzheimer, della sclerosi a placche o delle coliti ulcerose, ad esempio, sono altre controindicazioni. Il supervisore deve studiare ogni caso con attenzione, per giudicare l’idoneità del digiuno.


Preparazione al digiuno…


Nelle settimane che precedono il digiuno si consiglia di mangiare più frutta e verdura fresca per rifornire al massimo i tessuti di vitamine e minerali. Si abbandonano gli eccitanti come il caffé, il tè, lo zucchero bianco, il cioccolato, i condimenti, i cibi di origine animali se fanno parte della nostra alimentazione. A quel punto, il nostro metabolismo può tornare al suo ritmo naturale, anziché essere snervato dalla presenza di stimolanti. 


Si dovrebbe praticare una discesa alimentare che consiste nell’eliminare gradualmente i farinacei, le leguminose, i cibi di derivazione animale, fino a nutrirsi esclusivamente di frutta fresca nei due o tre giorni che precedono il digiuno. Se ciò crea troppi disagi, è possibile scegliere un approccio più diretto e digiunare dall’oggi al domani.



La ripresa alimentare…


Alla fine del digiuno, ricominciare a mangiare è un vero piacere, ma bisogna procedere con molta cautela. Una buona ripresa alimentare deve avere come minimo la stessa durata del digiuno intrapreso. 

Esso si interrompe in genere con frutta fresca non dolce (possibilmente biologica) masticata e insalivata a lungo. Si possono poi reinserire ortaggi freschi crudi, in seguito quelli cotti leggermente a vapore fino ad arrivare ad aggiungere gradatamente i farinacei e i legumi.


Per restare disintossicati…


Dopo il digiuno, si è disintossicati e tali si vuole restare. È possibile prolungare questo stato di benessere adottando abitudini sane e semplici:

• Un’alimentazione sana e razionale;
• Un riposo regolare tutte le notti;
• Un esercizio fisico stimolante e non violento;
• L’assenza di sovraffaticamento;
• La rinuncia a stimolanti quali tabacco, caffé, droghe, medicine e alcool;
• Una filosofia di vita appagante;
• Il digiuno.

(tratto da “Il digiuno può salvarvi la vita” del dott. M.H. Shelton, “Il digiuno per la propria salute” di Nicole Boudreau e “Manger naure santé nature” di Albert Mosséri)

Post più popolari