Hilmann: Gli “Altri” nei sogni.



Gli “Altri” nei sogni. Chi sono in realtà?

Un’interessante lettura del sogno di James Hillman, che di certo non va ad escludere e a invalidare quelle attualmente usate in clinica e in psicoterapia riguardanti il sogno, ma si aggiunge e amplifica.

Ecco due interessanti estratti che ci dicono come, secondo Hillman, le persone che appaiono nei nostri sogni di notte possano essere ANCHE vere e proprie forze, istanze psichiche archetipiche, abitanti il mondo infero del sogno, dell’inconscio, che utilizzano le nostre “imago” (immagini) delle persone reali che conosciamo durante la vita diurna, per potersi manifestare e dunque agire, produrre effetti sulla psiche del sognatore.
per approfondire suggerisco uno dei più grandi libri di James Hillman sulla Psicologia del sogno, intitolato “Il sogno e il mondo infero”, lo puoi trovare cliccando qui –
«Le persone con le quali ho a che fare nei sogni non sono né rappresentazioni (simulacra) del loro sé vivente, né parti di me. Sono immagini fatte d’ombra che ricoprono ruoli archetipici; sono personae, maschere, nella cui cavità è presente un numen."
Così esprime la stessa tesi Dodds:
“In molti sogni omerici, il dio o eidolon appare al sognatore nelle vesti di un amico vivente ed è possibile che nella realtà i sogni in cui comparivano conoscenti del sognatore venissero interpretati in questo modo.” (…) 
L’immagine onirica di una persona umana non può essere riferita alla persona reale, perché le immagini oniriche fanno parte delle ombre del mondo infero e pertanto si riferiscono a persone archetipiche in sembianze umane. (…)
Il mio vecchio maestro o il mio professore che compaiono in un sogno non rappresentano soltanto una potenzialità intellettuale della mia totalità psichica.

Su un piano più profondo, quella figura è il mentore archetipico, il quale, temporaneamente, in questo sogno, indossa le vesti di quel maestro o di quel professore.

La fidanzatina, o fidanzatino, delle elementari che compare nei miei sogni non è soltanto una particolare tonalità affettiva che potrei scoprire e integrare adesso che divento vecchio. 

A un livello più profondo, quella persona giovane appartenente al passato, che vive nella memoria, è lakore o il puer archetipici che si presentano sotto forma di questo o quel ricordo personale.

Nei sogni, nelle sembianze degli amici incontrati ieri sera, ci vengono a visitare daimones, ninfe, eroine e Dei. (…)



Possiamo mettere a confronto tre modi di considerare le persone del sogno. 
  • il PRIMO, chiamiamolo freudiano, le riconduce all’attualità del giorno mediante le associazioni o mediante l’interpretazione al livello oggettivo: per comprendere le persone dei sogni sono essenziali altre persone.  
  • Il SECONDO modo, che potremmo chiamare junghiano, le riconduce al soggetto, intendendole come espressione dei suoi complessi: per comprendere le persone dei sogni è essenziale la mia personalità.  
  • Il TERZO modo, il metodo archetipico, le riconduce al mondo infero delle immagini psichiche. Le persone del sogno diventano esseri mitici, non tanto perché se ne trovano i paralleli mitologici con l’amplificazione, ma perché si arriva a vedere le persone dell’immaginazione che stanno dietro le maschere personali: per comprendere le persone del mio sogno sono essenziali solo le persone del sogno.»

(James Hillman – Il sogno e il mondo infero – Adelphi edizioni, p.82-83)

    James Hillman
    «Più sogno mia madre e mio padre, mio fratello e mia sorella, mio figlio e mia figlia, meno queste persone reali sono come le percepisco nel mio ingenuo naturalismo letterale e più diventano abitatori psichici del mondo infero.

    Quando appaiono nelle visioni delle mie notti e io macino e digerisco il loro andirivieni, i famigliari diventano familiares, compagni interiori: non sono più esattamente le persone letterali con le quali ho quotidianamente a che fare.

    A poco a poco, la famiglia cessa di essere le persone reali, alle quali devo resistere e con le quali devo competere, per diventare gli antenati viventi, i fantasmi, le ombre, i cui caratteri scorrono nel mio sangue psichico, dandomi sostegno con la loro presenza nei miei sogni. La casa di famiglia si sposta da ge a chthon.

    Quante volte abbiamo sognato quelle vecchie scene famigliari! Ecco la mamma che sgrida, gli occhi incorniciati dagli occhiali, il babbo che volge le spalle, il fratello morto da anni che dorme ancora nel letto accanto. Perchè questo eterno ritornare alle medesime figure? Che cosa vuole la psiche?

    Perché ci riporta passati amori come tormenti attuali? Una notte dopo l’altra, volti a cui avevamo dato il bacio d’addio ritornano a chiedere ancora qualcosa. Di solito, si pensa che tali ripetizioni e insistenze significhino che c’è un complesso irrisolto; ma che cosa dice in realtà questa spiegazione?

    Forse, nei sogni è in corso un lavoro, una prolungata cottura di residui coriacei che scioglie la carne fin troppo soda delle persone ricordate, riducendole ai loro simulacra, a un’ombra di se stesse, affinchè possano andarsene, liberate dal nostro attaccamento, e noi si possa vivere in loro presenza non più oppressi dalla loro vita.

    Queste figure sono qualcosa di più che complessi irrisolti; sono anche sostanze emotive sottoposte al processo del fare anima.»

    (James Hillman – Il sogno e il mondo infero – Adelphi edizioni, p.122-3)

    Thich Nhat Hanh: La presenza mentale





    La presenza mentale, una qualità innata

    Cos’è la presenza mentale? E’ la capacità di essere consapevoli di tutto quello che sta accadendo, dentro e fuori di noi, momento per momento: il mio stato d’animo, i pensieri, la sensazione delle spalle contratte, l’attenzione a ciò che sto facendo, il rumore delle auto, la presenza delle persone intorno a me. 
    La presenza mentale è una qualità innata, potenzialmente presente in ciascuno di noi, e che tutti abbiamo sperimentato in alcuni momenti. 
    Di solito però non è questo lo stato ordinario della nostra mente di esseri umani: come abbiamo visto nei video precedenti, la nostra attenzione durante la giornata è quasi sempre dispersa, passa continuamente da un pensiero a un altro, o si occupa di più cose contemporaneamente. 
    Quando siamo nella presenza mentale, abbiamo sensazioni di chiarezza, lucidità, sentiamo l’esperienza in modo più vivido. Ci sentiamo più vivi.

    La pratica della presenza mentale insegnata dal maestro di meditazione dhyana (chan in cinese, thien in vietnamita e zen in giapponese) Thich Nhat Hanh sottolinea il ritorno al respiro consapevole, in ogni istante della propria vita, per potersi fermare (samatha) e guardare in profondità (vipasyana). 


    La meditazione seduta, ma anche la meditazione camminata, la meditazione del lavoro, la meditazione del pasto, la consapevolezza nel mettersi in comunicazione con gli altri, sono alcuni dei mezzi abili per poter assumere uno stile di vita "meditativo".

    Thich Nhat Hanh esorta inoltre a essere totalmente attenti e consapevoli in tutti i momenti della giornata - sia quando si lavora che quando si cucina, si lavano i piatti o si va in bagno - e a fare attenzione ai piccoli richiami che ci aiutano a far tornare al "qui e ora" la mente sempre distratta. 




    Ogni volta che suona una campana o il telefono si respira tre volte, con la raccomandazione di sorridere (anche se si è tristi, perché il sorriso influisce sullo stato d'animo), e si recita in silenzio una breve poesia:

    "Ascolta, ascolta questo suono meraviglioso mi riporta alla mia vera casa."
    Anche il semaforo rosso può diventare un amico che ci ricorda di fermarci e ritornare a noi stessi.


    Meditazione Seduta

    Sedere in meditazione è come ritornare a casa per dare piena attenzione al nostro sé e prendercene cura. Possiamo irradiare pace e stabilità proprio come il Buddha nelle molte immagini che lo ritraggono.

    Sediamo in posizione eretta con grande dignità e ritorniamo al nostro respiro. Portiamo piena attenzione a ciò che è in noi e a ciò che ci circonda. Lasciamo che si crei spazio nella nostra mente e che il nostro cuore diventi leggero e tranquillo.



    La meditazione seduta è di enorme beneficio. Ci accorgiamo che possiamo tranquillamente stare con ciò che è in noi - dolore, rabbia, irritazione, o gioia, amore e pace. Stiamo con quello che c'è senza esserne trasportati via.


     Lo lasciamo venire, lo lasciamo rimanere e, poi, lo lasciamo andare. 

    Non c'è alcun bisogno di scacciare, di reprimere o di fare finta che i nostri pensieri non ci siano. Osserviamo i pensieri e le immagini della nostra mente con occhio amorevole e con accettazione. Abbiamo la libertà di starcene fermi e calmi nonostante le tempeste che possono sorgere in noi.

    Se durante la seduta le gambe o i piedi si addormentano, sentiti libero di modificare dolcemente la posizione. Puoi continuare a seguire il respiro e, lentamente e con attenzione, cambiare posizione. Che tu sia seduta su un cuscino, un panchetto, una sedia, o direttamente sul pavimento, siedi in modo da stare comoda. Cerca, senza sforzarti troppo, di tenere la schiena diritta, in modo che l'aria possa entrare e uscire con facilità dai polmoni e dal diaframma. Se possibile, inspira ed espira attraverso le narici, respirando in modo dolce e impercettibile.

    Meditazione Camminata all'Interno

    Tra una sessione di meditazione seduta e l'altra, per sciogliere un po' il corpo e per praticare la consapevolezza in movimento, pratichiamo Kinh Hanh, una meditazione camminata lenta. Camminiamo insieme, in senso orario, facendo un passo a ogni inspirazione e uno a ogni espirazione. 


    Prova a portare l'attenzione al contatto dei piedi con il pavimento. Puoi iniziare a camminare con il piede sinistro, inspirando e dicendo in silenzio `inspiro'. Poi, quando il piede destro avanza e tocca il pavimento, puoi dire dentro di te`espiro'.

    Meditazione Camminata all'Aperto


    Ovunque camminiamo, possiamo praticare la meditazione camminata. Ciò significa semplicemente sapere che stiamo camminando: lo scopo della meditazione camminata è solo camminare, essere nel momento presente, consapevoli del nostro respiro e del nostro camminare. 

    Non c'è bisogno di arrivare da nessuna parte. Camminiamo liberi e stabili, senza fretta. Siamo presenti ad ogni passo. E quando desideriamo parlare, ci fermiamo e diamo piena attenzione all'altra persona, alle nostre parole e all'ascolto.

    Camminare in questo modo non dovrebbe essere un privilegio. Dovremmo poterlo fare in qualsiasi momento. Ci guardiamo attorno e vediamo quanto vasta sia la vita, vediamo gli alberi, le nuvole bianche e il cielo senza limiti. Ascoltiamo il canto degli uccelli. Sentiamo la freschezza della brezza. La vita ci circonda e noi siamo vivi, in buona salute e in grado di camminare in pace.

    Camminiamo come persone libere e sentiamo i nostri passi farsi più leggeri. Godiamo di ogni passo che facciamo. Ogni passo ci nutre e ci guarisce. Camminando, lasciamo l'impronta della nostra gratitudine sulla terra.

    Camminiamo più lentamente del solito, anche se un po' più veloci di quando facciamo kin hanh nella sala di meditazione. Nel camminare, coordiniamo il respiro con i passi. Nel far questo può esserci d'aiuto l'uso di una gatha. Facciamo due o tre passi per ogni inspirazione ed espirazione:

    Sono arrivato (inspirando)
    Sono a casa (espirando)
    Nel qui (inspirando)
    E ora (espirando)
    Se camminiamo in salita è probabile che i polmoni richiedano di fare due passi a ogni inspirazione e due passi a ogni espirazione. Adattiamo dolcemente la pratica alla richiesta dei nostri polmoni, in qualunque momento, qualunque essa sia. Scrolliamoci di dosso ogni preoccupazione e ansia.

    Camminando potresti voler stringere la mano di un amico e sentire così tutta la felicità per la sua presenza accanto a te. Di quando in quando, vedendo qualcosa di bello - un albero, un fiore, un farfalla - vorrai fermarti ad osservare meglio. Nel guardare, continua a seguire il respiro, in modo da non essere catturato dai tuoi pensieri e perdere così la vista di quel bel fiore.

    Mangiare Insieme






    Nella meditazione del pasto mangiamo in silenzio. Questo ci permette di gustare realmente il cibo e di entrare profondamente in contatto con le persone che ci siedono attorno. La prima volta che ti capiterà di mangiare in silenzio potrà sembrarti strano o innaturale, ma dopo un po' ti accorgerai che un pasto in silenzio può dare molta felicità, pace e comprensione profonda.


    Mangiare insieme è una vera e propria meditazione. Possiamo iniziare a praticare fin da quando ci serviamo da mangiare: riempiendo il piatto siamo consapevoli che molti elementi - pioggia, sole, terra, aria e amore - sono riuniti a formare quel cibo meraviglioso. Vediamo che attraverso quel cibo l'intero universo sostiene la nostra esistenza.

    Mentre ci serviamo siamo consapevoli degli amici che ci circondano, e prendiamo la quantità di cibo che è giusta per noi. Prima di iniziare a mangiare la campana viene invitata a suonare tre volte, e possiamo allora godere del nostro respiro mentre pratichiamo le cinque contemplazioni del cibo:
    • Questo cibo è un dono della terra, del cielo e di tanti esseri viventi, ed è frutto di molto duro lavoro fatto con amore.
    • Che noi possiamo mangiarlo in consapevolezza e gratitudine, così da essere degni di riceverlo.
    • Che possiamo riconoscere e trasformare le formazioni mentali non salutari, in particolare l’avidità, e imparare a mangiare con moderazione.
    • Che possiamo mantenere viva in noi la compassione, alimentandoci in un modo che riduca la sofferenza degli esseri viventi, protegga il nostro pianeta e inverta il processo di riscaldamento globale.
    • Accogliamo questo cibo per coltivare la fratellanza, rafforzare il Sangha e nutrire la nostra aspirazione a essere al servizio degli esseri viventi.
    • Mangiamo lentamente, provando a masticare ogni boccone almeno 30 volte.
    • Godiamo di ogni boccone e della presenza dei fratelli e delle sorelle di Dharma attorno a noi. Stabiliamoci nel momento presente, mangiando in modo che durante il pasto possano realizzarsi stabilità, gioia e pace. 
    • Mangiando in silenzio il cibo viene reso più reale dalla nostra presenza mentale, e siamo consapevoli del suo nutrimento.
    Dopo aver finito il pasto, prendiamoci qualche momento per essere consapevoli di aver finito, consapevoli che la nostra scodella è vuota e la fame soddisfatta. 

    Renderci conto della fortuna di aver avuto quel cibo nutriente da mangiare, cibo che ci sostiene sul sentiero della comprensione e dell'amore, ci riempie di gratitudine.




    ABC SALUTE Wellness Week a Campopiano - dal 25 al 31 agosto 2018


    ABC SALUTE  
    Wellness Week in campagna 
    dal 25 al al 31 agosto 2018

    Una settimana nella natura di Podere Campopiano
    alla ricerca del wellness, del benessere, dello star bene.
    ABC Avventura Benessere Cucina organizzato e condotto 
    da Jenny Sugar e Sahaj Bez.

    Concediti una settimana di benessere mente, corpo e spirito attraverso la conoscenza di una stupenda cucina sana e facili tecniche per entrare in sinergia con mente e corpo.

    Chi mangia in modo consapevole riconosce che non c’è un modo giusto o sbagliato di mangiare ma diversi tipi di esperienze legate alla nutrizione.

    Chi tiene al proprio wellness, mangia in modo consapevole ottenendo numerosi benefici sulla salute fisica e mentale tra cui:
    • Mangiare meno con più soddisfazione 
    • Modificare le scelte e i comportamenti alimentari 
    • Diventare consapevole dei pensieri ed emozioni legati al cibo 
    • Sentire che il proprio corpo lavora meglio 
    • Piacere di più a se stessi, quindi essere più felici 
    • Comprendere il legame tra la terra, gli esseri viventi e le scelte alimentari. 

    Il programma è incentrato su attività quotidiane miranti al wellness che comprendono: 
    • Sessioni di Meditazione-Mindfulness, Yoga ed altro ancora per praticare la presenza mentale
    • Workshop informativi sulla nutrizione preventiva e curativa a base vegetale e integrale 
    • Lezioni di cucina sana: preventiva, curativa e … deliziosa 
    • Passeggiate guidate nei dintorni, da turisti o nel bosco, con mindfulness 
    • Alimentazione basata su una deliziosa e salutare cucina con prodotti biologici locali e di stagione 
    • Serate a tema, divertenti e formative 

    ABC WORKSHOP WEEK - AGOSTO 2018

    I workshop culinari riguarderanno la parte teorica e pratica della nutrizione e cucina vegan-smart (whole plant based) per l’ottenimento del wellness individuale e del gruppo:
    • Le basi per la nutrizione vegana-integrale: cosa e perché
    • Le basi per la cucina vegana-integrale: scoprire e utilizzare i nuovi e variegati ingredienti vegetali e le sane tecniche per cucinarli, anche crudismo e detox
    • Diverse ricette di cucina italiana in versione vegan–whole: come veganizzare le nostre ricette di prima
    Utilizzare quanto appreso per creare un percorso nuovo

    I Conduttori


    SAHAJ BEZ: dopo una lunga esperienza professionale in psicologia della comunicazione ha approfondito gli studi di Manas Vidya, la conoscenza della mente secondo l’Ayurveda, della filosofia Sāṃkhya e delle Sacre Scienze Vediche, sia in Italia che in India.

    Propone da molti anni incontri di Meditazione e Consapevolezza in accordo con gli insegnamenti ricevuti dagli amati maestri che ha incontrato.



    JENNY SUGAR: dopo specifica formazione e esperienza nel campo dell’alimentazione sana si occupa di cibo e salute facendo Coaching personale e aziendale, tenendo Consulenze rivolte a diversi Professionisti del settore food/benessere e organizzando Workshop e Corsi di cucina per offrire l’approccio pratico necessario. Nata in una famiglia di pasticcieri e cioccolatieri, iniziando giovanissima e poi staccando per molti anni per riprendere nel 1999 con Sugartree a Milano. 

    E quindi il grande viaggio alla ricerca di mente sana in corpo sanoche ha convertito il mio modo di nutrirmi: prima vegetariana e poi vegana–integrale detta “whole” con il corso di nutrizione SHARAN in India.

    Infine la conferma in ambito scientifico con il diploma di Plant Based Nutrition ottenuto nel 2014 dal Centro di Studi Nutrizionali T. Colin Campbell e l’Università di Cornell. Nel 2015 la certificazione Food for Life di PCRM a Washington DC e poco dopo quella del programma di formazione SHARAN in India.

    Oggi come Health and Food Coach, Consulente e Teacher porta benessere e qualità della vita con il cibocurativo: proveniente dal mondo vegetale, sempre integrale, integro, non raffinato e minimamente processato. Condividendo quanto imparato ed interiorizzato non solo in relazione a come e quali cibi mangiare, ma anche a come prepararli: cotti o semplicemente crudi.


    INFORMAZIONI & ISCRIZIONI

    Il periodo proposto va dalle 10:00 del 25 agosto fino alle 19:00 del 31 agosto

    Il prezzo è di 750 euro omnicomprensivo di tutto: vitto, alloggio, corsi, meditazioni, yoga e tempo libero.

    Per le modalità di pagamento, informazioni sconto del 10% per chi prenota e paga entro il 25 luglio, richiesta di visionare il programma dettagliato, abbigliamento consigliato, come arrivarci senza macchina e altre domande: 
    contattate o chiamate Jenny qui www.jennysugar.com
    o al telefono 348 5240608. Grazie!
    La settimana ABC è riservata ai soci dell’Associazione Podere Campopiano ed è compresa nella quota di iscrizione. Per informazioni chiamate Sahaj 335 8128628

    Come raggiungere Campopiano

    Qui la mappa di Google
    Località Campopiano, 27050 Cecima Pavia, Lombardia, Italy

    In Auto:

    dalla A21 TORINO PIACENZA, uscita Voghera, dalla A7 MILANO GENOVA, uscita Casei Gerola. Seguire sempre per Salice Terme. Dopo Salice proseguire sulla statale del Monte Penice. Superare Godiasco e San Desiderio. Dopo San Desiderio proseguire per altri 3 chilometri fino al bivio per Cecima, svoltare a destra, poi subito a destra dopo il ponte sul fiume. Seguire la strada tra i campi per circa un chilometro e svoltare a sinistra all¹indicazione Campopiano. BUON VIAGGIO!!!

    The Mindful Place from Sahaj Bez on Vimeo.

    “ prova ad essere il cambiamento che vuoi vedere nel mondo...Mahatma Gandhi...